Le Migliori Cose da Fare:
- 1. Cosa vedere nella Galleria degli Uffizi: opere imperdibili
- 2. 1. Nascita di Venere (Botticelli, 1485)
- 3. 2. La Primavera (Botticelli, 1482), la nostra opera preferita da vedere agli Uffizi
- 4. 3. Sacra Famiglia o "Tondo Doni" (Michelangelo, 1506)
- 5. 4. La Vergine con il Bambino e due Angeli (Filippo Lippi, 1465)
- 6. 5. Annunciazione (Leonardo da Vinci, 1472)
- 7. 6. Venere di Urbino (Tiziano, 1534)
- 8. 7. Bacco (Caravaggio, 1598)
- 9. 8. Testa di Medusa (Caravaggio, 1597), una delle opere più impressionanti degli Uffizi
- 10. 9. Giuditta decapitando Oloferne (Artemisia Gentileschi, 1620), un must da vedere agli Uffizi
- 11. 10. Dittico dei Duchi di Urbino (Piero della Francesca, 1472)
Cosa vedere nella Galleria degli Uffizi: opere imperdibili
1. Nascita di Venere (Botticelli, 1485)
È il grande capolavoro di Botticelli e uno dei dipinti più conosciuti di tutti i tempi. E dunque, senza dubbio, una delle opere imprescindibili da vedere agli Uffizi.
Il quadro rappresenta la nascita di Venere che, secondo la mitologia, emerse dalla schiuma del mare e arrivò all'isola di Cipro aiutata dai venti. A sinistra della composizione possiamo vedere il Dio Cefiro che, con il suo soffio, simboleggia questo vento, e tra le sue braccia tiene Flora, la Dea dei fiori.
Venere è rappresentata al centro del quadro in piedi su una conchiglia (simbolo di fertilità) e mantiene un'espressione eterea e delicata. Attira l'attenzione la sua lunga chioma bionda con cui copre pudicamente il pube (sembra che siano stati utilizzati colori dorati per creare i riflessi della lunga capigliatura).
Sulla riva l'attende una giovane donna che le offre un mantello pieno di fiori con cui coprirsi. Probabilmente si tratta di una delle Ore (quasi certamente La Primavera). Al collo porta una ghirlanda di mirto, la pianta sacra di Venere, che simboleggia l'amore eterno.
2. La Primavera (Botticelli, 1482), la nostra opera preferita da vedere agli Uffizi
Dobbiamo ammettere che La Primavera è il quadro che più ci ha emozionato di tutta la Pinacoteca, persino più della Nascita di Venere (e il hype era ai massimi livelli). Davvero, è incredibile e molto meglio vederlo faccia a faccia che in foto.
Nella scena compaiono 9 figure mitologiche circondate da un bosco di lauri e aranci che poggiano i piedi su un prato pieno di fiori.
Uno dei soggetti che più colpiscono è quello di Zefiro (di colore azzurro, a destra) che vediamo inseguire la ninfa Flora per feconderla. Flora si trasformerà nella Primavera, che appare proprio al suo fianco riempiendo il mondo di fiori. Fai attenzione ai vestiti delle due figure: quello di Flora è trasparente mentre quello della Primavera è pieno di fiori, indicando che in lei c'è vita e infatti... guarda la pancia :-p
Al centro domina la scena la Dea dell'amore, Venere e sopra di lei c'è suo figlio Cupido, pronto a scoccare una delle sue frecce. Alla sua destra vediamo le Tre Grazie danzare in cerchio, vicino al messaggero degli Dei, Mercurio.
Il simbolismo di questa pittura è piuttosto criptico, c'è chi dice che personifichi la "Humanitas" nella figura di Venere, capace di differenziare i valori spirituali (sinistra) da quelli materiali (destra). Allegorie a parte, il più sorprendente della opera è il livello di dettaglio: ce ne sono ovunque e dipinti in modo sublime.
3. Sacra Famiglia o "Tondo Doni" (Michelangelo, 1506)
Questo quadro, che porta la firma di Michelangelo, nasconde una curiosa leggenda...
Fu commissionato per celebrare l'anniversario di matrimonio del mercante Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, ma al momento di pagare, Agnolo chiese uno sconto generoso, qualcosa che infuriò molto l'artista. Offeso e testardo, Michelangelo fece sapere che se lo sarebbe tenuto e dopo l'insistenza del commerciante (che era già disposto a pagare il prezzo inizialmente stabilito) fece una controfferta: il doppio o niente. E il doppio fu Morale: non essere mai avaro con un artista di questo calibro.
Il "Tondo Doni" rappresenta la scena della Sacra Famiglia, con la Vergine Maria in primo piano e proprio dietro San Giuseppe e il bambino. La cosa più curiosa del quadro è il suo dinamismo, sembra quasi che si possa toccare la scena.
4. La Vergine con il Bambino e due Angeli (Filippo Lippi, 1465)
Si tratta dell'opera più famosa di Filippo Lippi, artista e monaco carmelitano. In essa ritrae la Vergine Maria in preghiera (a quanto pare per ritrarre la fisionomia si ispirò a Lucrezia Buti, una monaca che divenne sua amante, sì, sì, un bel pettegolezzo) mentre guarda con tenerezza il bambino Gesù.
Nella sua espressione c'è dolcezza ma anche preoccupazione, come se presagisse il futuro di suo figlio. Il bambino la guarda con attenzione mentre viene sollevato da due angioletti con un'espressione furba. Sullo sfondo, appare un paesaggio con mare e montagne.
5. Annunciazione (Leonardo da Vinci, 1472)
Questo olio su tavola, opera del genio Leonardo da Vinci, rappresenta l'Annunciazione nel giardino di una tipica villa fiorentina del Rinascimento, cosa strana poiché tradizionalmente questa scena era sempre ambientata in un luogo chiuso.
I protagonisti sono l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria, ritratti nel momento in cui le notifica che sarà madre di un bambino che chiamerà Gesù, già sai la storia...
L'angelo mantiene le ali aperte e porge un giglio bianco a Maria (simbolo di purezza). D'altra parte, la Vergine si trova seduta dietro un altare di marmo pieno di dettagli, mentre legge le Sacre Scritture. Il suo braccio è sollevato come ad accettare il destino.
Curiosità: questo fu uno dei primi quadri di Leonardo da Vinci e l'inesperienza del genio fece sì che commettesse un piccolo errore di prospettiva (uno dei bracci è sproporzionato).
6. Venere di Urbino (Tiziano, 1534)
Un'altra delle opere che devi vedere nella Galleria degli Uffizi è questo quadro di Tiziano, in cui vediamo in primo piano una bellissima donna sdraiata sensualemente su un letto disfatto, mentre si copre il pube. Ai suoi piedi c'è un cagnolino molto carino, simbolo di fedeltà.
Sul fondo della composizione appaiono due servitrici, una in piedi con un vestito (probabilmente per una cerimonia prenupziale) e l'altra intenta a cercare qualcosa in un baule.
7. Bacco (Caravaggio, 1598)
Il dipinto ritrae un giovane dio Bacco realista, con le guance rosate, mentre tiene in mano un bicchiere di vino, come se stesse invitando lo spettatore a unirsi alla sua festa o a brindare con lui.
Tutto il quadro è decorato con uva, viti e una grande ciotola di frutta. E fai attenzione proprio alla frutta: molte pezzi hanno imperfezioni, in una metafora di quanto effimera e fragile sia la vita.
Il naturalismo e il realismo sono francamente impattanti, e sì, sono uno dei segni più riconoscibili dello stile di questo portentoso artista italiano.
8. Testa di Medusa (Caravaggio, 1597), una delle opere più impressionanti degli Uffizi
Continuiamo con un'altra opera maestra di Caravaggio e una delle più conosciute al mondo. Personalmente devo dire che è stato uno dei quadri che più mi ha colpito della collezione del museo, e senza dubbio una delle migliori opere degli Uffizi.
È uno scudo decorato con la testa mozzata di Medusa, il cui volto mostra ancora uno sguardo terrificante e un grido muto e che, tuttavia, ci dà la sensazione di essere una scena circondata da molto rumore.
I suoi capelli, come impone l'iconografia classica, sono formati da centinaia di serpenti intrecciati e dal suo collo stillano ancora gocce di sangue, il che indica che Perseo l'ha appena decapitata con la sua spada.
Incredibile l'intelligente uso della luce, che illumina la teste come se fosse un riflettore.
9. Giuditta decapitando Oloferne (Artemisia Gentileschi, 1620), un must da vedere agli Uffizi
Un'altra delle migliori opere della Galleria Uffizi è questo dipinto di Artemisia Gentileschi che, non solo è di una rara e impattante bellezza, ma racchiude tra i pennellate la sua storia personale...
Il quadro ci racconta l'episodio biblico in cui Giuditta, una giovane ebrea, e la sua ancella, seducono e poi uccidono il generale nemico assiro Oloferne. I dettagli sono piuttosto violenti: c'è sangue che trabocca abbondantemente dal collo dell'uomo, e gli sguardi delle due giovani sono decisi, marcando la freddezza del macabro momento della decapitazione.
Perché diciamo che il quadro ha relazione con la vita della stessa artista? Perché lo dipinse dopo essere stata violentata da Agostino Tassi, suo tutore e amico della famiglia, e nella rabbia della scena si riflette il dolore e il desiderio di vendetta per la violenza subita. Maggiori informazioni qui.
La crudezza dell'opera comportò non pochi problemi alla pittrice barocca: il Granduca Cosimo II de' Medici, che commissionò il quadro, rifiutò di pagarlo e rinunciò ad esporlo. Fu solo dopo l'intervento di Galileo Galilei che Artemisia Gentileschi riuscì finalmente a ricevere il denaro pattuito.
10. Dittico dei Duchi di Urbino (Piero della Francesca, 1472)
Questo doppio ritratto, tra i più celebri del Rinascimento Italiano, ha come protagonisti il matrimonio di Federico di Montefeltro e Battista Sforza. Tutto fa pensare che inizialmente apparisse solo il ritratto del Duca, mentre quello della moglie fu aggiunto dopo la sua prematura morte, dando alla luce il loro figlio Guidobaldo.
Federico indossa un abito rosso e un copricapo, il suo sguardo è feroce e il naso rotto (si dice che sia stata causa di un incidente in un torneo in cui perse anche un occhio, ecco perché appare sempre di profilo). Battista è dipinta con colori molto chiari, simboleggiando la sua purezza e nobiltà, e la sua acconciatura è raffinata ed elaborata, chiara mostra del suo alto status sociale.
Questa è la selezione di quelle che, per noi, sono le 10 opere più importanti della Galleria degli Uffizi a Firenze. Ovviamente, con una collezione così immensa e con così tante pitture che sono vere e proprie gioielli d'arte, ne rimangono fuori alcune altrettanto impressionanti, come la Maestà di Ognissanti di Giotto, l'Autoritratto di Raffaello o la Madonna Rucellai di Duccio Di Buoninsegna.
Ci siamo dimenticati di qualche opera fondamentale? Quali sono per te le migliori opere degli Uffizi?