VIAGGIANDO CON LIBRI: <<L'ASSURDA IDEA DI NON RIVERTI>>
"L'assurda idea di non riverti", di Rosa Montero, mi è sembrato un libro di quelli democraticamente universali, che smuovono qualcosa dentro di te, sia per l'ombra di un passato che non potrà mai essere cancellato, sia per il presagio di qualcosa che, prima o poi, arriva inesorabile ("La sofferenza è qualcosa di molto comune in tutte le vite, così come la gioia").
Sei arrivato qui cercando ulteriori informazioni su questo libro? Vediamo di cosa si tratta...
Parla di una donna pioniera, polacca di nascita e francese di adozione, che non solo è stata la prima a ricevere un Premio Nobel (Fisica), ma lo ha vinto due volte (Chimica). Potrebbe non dirti nulla il nome Manya Skłodowska, ma se ti dico Marie Curie?
E cosa c'entra la scopritrice della radioattività con Rosa Montero -e, in realtà, con tutti noi-? Attraverso il diario in cui la scienziata racconta i giorni successivi alla morte improvvisa e straziante del suo caro Pierre, l'autrice ci conduce nel viaggio universale che ogni lutto provoca.
L'idea di non rivedere mai più il nostro partner, nostra madre o qualunque essere amato, è così assurda che può sfiorare il ridicolo. Ma è così reale da far venire i brividi.
"Entro nel salotto. Mi dicono 'è morto'. Può qualcuno comprendere quelle parole? Pierre è morto, lui, che tuttavia avevo visto andare via al mattino, lui, che speravo di abbracciare quel pomeriggio, non lo rivedrò che morto e basta, per sempre".
"Pablo, che peccato che ho dimenticato che potevi morire, che potevo perderti. Se fossi stata consapevole, ti avrei amato di più, ma meglio. Ti avrei detto molte più volte che ti amavo. Avrei litigato meno per sciocchezze. Mi sarei divertita di più. E persino mi sarei sforzata di imparare il nome di tutti gli alberi e riconoscere tutte le foglioline".
Ma questo libro non tratta solo di morte, perdita e lutto. C'è anche spazio per conoscere più da vicino la vita di quella donna incredibile ("La grandezza professionale di Madame Curie è stata un'assoluta rarità in un'epoca in cui alle donne era quasi tutto vietato"), della lotta per farsi strada in una società maschilista ("Non si sottolinea mai come valore negativo che un uomo sia ambizioso: al contrario, fa parte della sua capacità di lotta, della sua competitività, della sua grandezza. Ma una donna ambiziosa... ah, è una strega"), dei traguardi, degli scandali e del dono avvelenato, mai come in questo caso, che le ha portato la scoperta della radioattività.
Il libro, che ha un po' di biografia, un po' di saggio, un po' di romanzo e un po' di tutto e di niente, include citazioni, foto e come regalo finale, le pagine del diario di Marie Curie: la miccia di tutta l'opera.
Questa è stata la mia frase preferita:
"Il destino più probabile che l'aspettava: un pezzo di cielo troppo piccolo e un cuore quasi spezzato dopo essersi schiantato una e l'altra volta contro i limiti."
Ebbene, non voglio svelarti altro, ma già te l'ho detto prima: un grandissimo libro, con tutte le lettere. E, a proposito, se ti è piaciuto questo post dai un'occhiata agli altri articoli su viaggiando con libri